Purtroppo viviamo in un periodo dove contano il presente ed il futuro, il passato viene quasi sempre dimenticato.
Ci si accorge delle proprie “origini” solo quando ci fa comodo farlo. In ambito Formula 1 il caso recente e onnipresente nel weekend brasiliano è Ayrton Senna.
Chi scrive avrebbe l’opportunità di scrivere pagine intere relative ad Ayrton pilota ed all’Ayrton uomo. Non lo faccio perché non sono ipocrita e falso. Amo (a livello sportivo ovviamente) Ayrton ed è parte di me ogni singolo giorno e quindi reputo inutile ricordarmi della sua esistenza in situazioni particolari.
Sembra quasi una mancanza di rispetto nei confronti della persona, la stessa cosa vale per Schumacher. Chi stima e rispetta persone di questo calibro lo fa nel silenzio più assoluto, senza far clamore perché riconosce l’importanza dei gesti che compie.
Se queste pseudo dimostrazioni di affetto vengono fatte per aumentare l”interesse di un evento beh per me è il metodo sbagliato.
Apprezzo il fatto che ci si ricordi di Ayrton a 25 anni dalla sua morte e che lo si faccia nel suo amato Brasile ciò che non tollero è la costruzione che c’è dietro.
Forse sono io che nonostante la giovane età non sono figlio di questi tempi, di un passato dimenticato, di un presente sfuggevole e di un futuro sempre più presente. Ecco perché mi convinco di essere nato nell’epoca sbagliata.
Detto questo, Obrigado Ayrton. Mi Manchi Sempre!

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