Ecco arrivare puntualmente anche quest’anno una delle date più importanti della mia vita. Un numero ed un mese che non mi scorderò mai in quanto anche il destino è stato irriverente, portando via il pilota numero 1 nel primo giorno di Maggio, un giorno di festa in Italia.
Parlare di come ho vissuto e vivo questa data non è facile, come qualunque riguardi Ayrton Senna. Lo premetto sempre (per chi legge potrà sembrare stupido) perché voglio far capire che si sta accedendo in uno spazio “segreto” del mio essere, accessibile attraverso pochi gesti, tra questi vi è la scrittura. Può sembrare assurdo ma non parlo mai pubblicamente di Ayrton Senna.
In merito a questa giornata mi sembra di rivivere ogni anno un loop fatto di silenzio. Miglior modo secondo me per rispettare chi non c’è più. Quando arrivano le 14:17 istintivamente alzo lo sguardo al cielo (lo faccio perché ho ancora questa immagine fanciullesca delle persone che non ci sono più) ed è come se vedessi i tre colori: Giallo, Verde e Blu.
Non nascondo di aver immaginato come abbia potuto vivere quella giornata Ayrton, dalla partenza dall’hotel a Castel S. Pietro, passando per l’arrivo in circuito sino alle immagini della partenza. Ripenso alle parole della Bibbia “oggi incontrerai Dio in tutto sé stesso” lette da Ayrton prima di iniziare quella giornata. Non voglio pensare che siano state coincidenze anche se lo sembrano.
Arriviamo all’incidente, la mia prima immagine di Ayrton in assoluto, la cassetta che me lo ha fatto conoscere iniziava così e con in sottofondo la voce leggendaria di Ezio Zermiani. Per più di una settimana feci rewind continuamente perché non credevo possibile che un pilota come lui avesse potuto fare un incidente mortale.
Non ho avuto le risposte che cercavo in merito all’incidente (ho capito poi che non le avremo mai) e questa voglia di affermazioni ha dato il via alla mia Passione per questo pilota, quest’uomo, che è parte della mia vita da oltre 20 anni.
Come sarebbe stata la mia vita senza la figura di Ayrton Senna? Impossibile saperlo perché è stato sempre con me dall’infanzia ad oggi e lo sarà per tutta la mia vita. Una convivenza silenziosa ma che dentro di me fa rumore attraverso le parole, i gesti di aiuto verso le persone più povere che compie la Fondazione ed infine anche tramite le corse, le pole e le vittorie.
Questa giornata triste, termina con una frase che riassume il senso che essa ha per me:
Come sempre il 1° maggio il mondo stava correndo assieme a lui. Con quel ragazzo che in 10 anni aveva saputo essere il numero 1 nelle corse e nella vita e che se n’è andato come chiunque altro. Lasciando memorie, ricordi, ma non il nulla, come quando il sole tramonta.

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