Henri ed Attilio – Un destino comune

Il 2 maggio è una data indimenticabile per chiunque ami il Motorsport ed in particolare il Rally. A distanza di un anno il mondo ha perso due dei migliori piloti degli anni ’80, icone del folle e fantastico periodo chiamato Gruppo B ed un bravissimo navigatore.

In questo articolo voglio rendere loro omaggio, anche per far capire da dove deriva l’immagine simbolo di Lancia nel mondo dei rally resa celebre dalla Delta con la livrea Martini Racing per poterlo comprendere bisogna fare un passo indietro.

Il primo personaggio di questa storia è Attilio Bettega un pilota molto capace, a cui è mancata la vittoria mondiale. Il Tour De Corse è la tappa che funge da collante tra queste due figure. Ad Attilio quella gara piaceva tanto:

Questo Rally è meraviglioso

Meraviglioso in quanto in grado di manifestare al meglio le doti di pilotaggio del pilota di Molveno ma sfortunato dal punto di vista dei risultati. Ritiro nel 1978 e due incidenti nel 1980 e nell’82. Tutto questo sembra finire nel 1983 quando giunge al 4° posto assoluto.

Al Tour De Corse’85 Bettega parte subito forte vincendo la prima PS assieme a Jean Ragnotti poi vincitore del Rally. Non aveva spinto dichiarando di dare tutto nella terza e nell’ultima tappa in quanto più lunghe e difficili.

Siamo alla quarta tappa, sono le 10:45 quando la Lancia 037 subisce uno scarto ai 140 km/h. Sbanda, sobbalzando, uscendo così di strada in un tratto pieno di alberi. La vettura ne colpisce uno lateralmente, dalla parte di Attilio, questo urto sarà fatale per il pilota trentino che muore sul colpo. Il suo Naviga, Maurizio Perissinot ne esce incredibilmente illeso.

Questo incidente fu il primo campanello d’ allarme in merito alla sicurezza delle vetture dell’epoca, nonostante la 037 era presente sui campi di gara da ben 4 anni. Il problema oltre alla velocità erano le cellule di sicurezza inadatte a subire impatti a velocità medio alte. Vetture potentissime e leggerissime che erano pronte a punire alla minima esitazione facendo pagare a chi le pilotava il prezzo più caro ovvero la vita.

Il secondo protagonista di questa storia è Henri Toivonen assieme al suo co-pilota Sergio Cresto.

Ci troviamo sempre in Corsica, ad un anno di distanza dalla morte di Bettega. La Lancia ha schierato la Delta S4 che ha mandato in pensione la 037. Il mondiale è iniziato in maniera ottima per il pilota finlandese vincendo il primo rally del campionato ovvero il Monte-Carlo. Nelle altre tre tappe piazzamenti mediocri lontani dal podio.

Henri arriva in Francia carico e pronto per puntare alla vittoria. Si è allenato duramente in quanto le condizioni in cui si trova a correre sono al limite del proibitivo, temperature che superano i 30° gradi in abitacolo e vetture molto provanti dal punto di vista fisico nella guida al limite.

Henri balza subito al comando, infliggendo distacchi abissali a tutti i suoi principali rivali alla 18esima tappa ha un distacco di 2 minuti e 45 secondi dal suo principale inseguitore, il francese Bruno Saby poi vincitore della corsa.

Alle 14:58 mentre percorre la discesa del Col d’Ominanda la sua Delta S4 esce improvvisamente di strada andando ad impattare contro gli alberi e proseguendo la corsa giù dalla collina. Pochi secondi dopo l’impatto la vettura prende fuoco i due membri dell’equipaggio non hanno modo di uscire e per loro non vi è nulla da fare.

Una possibile spiegazione del rogo può essere legata alla combustione del magnesio causata dalla rottura del serbatoio della benzina che ha reso inutile l’intervento dei vigili del fuoco. La verità non si saprà mai un’ipotesi lascia presagire un problema all’acceleratore.

Entrambe le vetture erano accomunate dal medesimo numero ovvero il #4 l’incidente di Toivonen e Cresto mise la parola fine sul periodo più folle della storia del Motorsport: vetture da 600 ed oltre cavalli, senza aiuti elettronici, con accelerazioni da 0-100 in 2 secondi e capaci di raggiungere la velocità massima di 320 km/h.

Henri aveva il presagio che potesse accadere qualcosa di brutto, le tappe erano troppe (il Tour de Corse ne contava 30) 10 al giorno con una temperatura elevata per il periodo. Il caldo faceva perdere lucidità a piloti che erano al limite già ancora prima di partire dallo start.

In una delle sue ultime interviste, al Tour De Corse, Henri aveva predetto la propria fine:

Questo rally è da pazzi. O lo vinco o muoio.

Purtroppo per lui e per tutti noi tra le due scelte prevalse la seconda…

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