George Best – Il genio proveniente da Belfast

George Best, solo a scriverlo o a pronunciarlo la mia mente lo immagina a scorrazzare per i campi d’Europa, durante la Coppa Campioni, vestito della 7 del Manchester United.

Il mio ricordo non è legato agli episodi connessi all’alcolismo, per i quali è diventato celebre. E’ legato al campo, quel campo in cui ha fatto magie per la prima parte della sua vita. Riuscendo ad essere per un anno, il 1968, il migliore del mondo vincendo il “Balon D’Or”

In quel 1968 è stato indubbiamente la miglior cosa visibile su un campo da calcio a livello mondiale. A proposito di mondiali, il più grande giocatore nordirlandese di tutti i tempi non ha mai preso parte al mondiale con la sua nazione.

Avrebbe potuto farlo nel 1981, quando l’Irlanda del Nord riuscì a qualificarsi, ma le sue condizioni iniziavano ad aggravarsi in quanto l’Alcool stava già compiendo il suo infausto lavoro.

Non ha mai potuto fare il grande salto, quello che lo avrebbe portato a scontrarsi con campioni del calibro di Pelè, Maradona, Di Stefano e Crujiff. Forse in cuor suo non lo ha mai voluto.

Una sua frase celebre racchiude questo concetto ed anche la sua passione vera per il calcio:

 “Se anche uno di quelli che mi hanno visto giocare mi riterrà il più grande di sempre, allora non avrò vissuto invano.

E’ stato l’unico per me degno di indossare la numero 7 dei Red Devils (squadra estera che tifo). Chi si è avvicinato a quel livello di talento in quello stesso club è stato un certo Cristiano Ronaldo di cui disse:

Ci sono stati vari giocatori nel corso degli anni segnalati come il nuovo George Best, ma questa è la prima volta che è stato un complimento per me.

Molti lo considerano un talento buttato, per me no. Best era così, senza questi eccessi avrebbe vinto sicuramente di più ma non sarebbe passato alla storia. Alla fine chi lo ha visto giocare attraverso i video come me, ha saputo apprezzarne il vero talento.

Quel monito ai giovani che si dice abbia detto prima di morire:

Non morite come me

Lascia intendere che si sia accorto troppo tardi di quanto la dipendenza dall’Alcool non gli abbia fatto apprezzare la vita. Io lo ricorderò sempre nelle parole della canzone di Finbar Furey intitolata “The Ballad of George Best” :

Best at his leisure was the sweetest of all

Traducibile come: Best al suo meglio era il più dolce di tutti

Auguri Georgie! Buon Compleanno!

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