Sin da quando ho creato questo blog le macchine sportive, veloci e divertenti sono state il centro dei miei discorsi.
In molti articoli ho fatto riferimento al fatto che una volta avuta un’auto degna di tali prestazioni sarei andato in pista, al momento questa situazione non si è ancora verificata.
Quello che è successo è stato invece l’arrivo nel garage di un’auto degna dell’aggettivo “sportiva” e in queste righe che verranno proverò a spiegarmi.
Andiamo al principio: dovevo cambiare auto e a differenza di tanti miei coetanei il pallino non fu legato all’infotainment ed alla connettività dello smartphone bensì questo era ed è il suo motore.
Sapete, le auto hanno un’anima per me, più volte ho fatto riferimento a questa famosa citazione del Maestro Juan Manuel Fangio, quest’anima mi ha portato direttamente a pensare che il suo cuore avrebbe dovuto essere ad aspirazione naturale.
Un aspirato nel 2020, su un’auto principalmente votata ad un utilizzo quotidiano: una pazzia penseranno molti di voi, beh è stato proprio questo il bello, una sportiva senza turbo con cui convivere tutti i giorni nel tragitto casa-lavoro che però possa risultare divertente nel fine settimana.
Dopo aver inquadrato la principale caratteristica ed il suo utilizzo è tempo di passare alle pretendenti:
Trovandomi al momento della scelta in piena pandemia, ed avendo poco da fare ma essendo anche pienamente consapevole di che mezzo avrei voluto in garage ho così approfittato del riposo forzato per navigare allo sfinimento nel forum italiano delle Clio RS.
La scelta iniziale è infatti la francesina tutta curve con il 2.0 aspirato da 197 cavalli. La fortuna sembra per una volta sorridermi in quanto uno degli esemplari preparati più celebri (una 197 Light toccata nei punti giusti) di cui conosco benissimo la storia va in vendita nel pieno della mia ricerca.
Dopo averla mostrata mio padre, il cui ruolo è stato importante in questa storia, il quale non ha negato la bellezza dell’auto ma soprattutto della preparazione egli mi dice che sarebbe sprecata per il mio utilizzo in quanto è stata preparata per il divertimento più puro e questo poco si addice ad un uso quotidiano.
Lo sapevo già, semi-slick, pastiglie da corsa, dischi da trofeo ed assetto a ghiera, ben poco si adattano ad una guida nel traffico, ma almeno non mi resta il rammarico di non averci provato.
Essendosi accorto della mia delusione ma avendo capito che cosa stavo cercando, tecnicamente anche lui adora i motori aspirati, ed essendo anche meccanico ha già in mente qualcosa di simile che possa provare a rapirmi il cuore.
L’idea è la Suzuki Swift Sport. Della piccola nipponica conosco bene la prima versione di cui ho il parere di molti relativo ad un assetto rigido in grado di offrire già da originale una guida davvero sincera.
Il problema è che quel modello inizia ad avere sulle spalle parecchi anni e gli esemplari trovati sul web avevano chilometraggi importanti. Parlandone con lui scopro che possiamo anche puntare sulla seconda serie, più moderna nel look ed anche più potente rispetto alla generazione precedente.
Inizio quindi a cercare, nella speranza di trovare un esemplare ben tenuto, dal basso chilometraggio e possibilmente in condizioni totalmente originali.
Dopo varie settimane arriva l’esemplare perfetto si trova anche vicino a casa, importante visto il periodo di piena pandemia che impediva di uscire dalla regione. Nei giorni successivi chiamo il venditore, è ancora disponibile, quindi mi organizzo per andare a vederla. Dopo averla vista ed analizzata, con anche il test drive, decido di prenderla.
Finalmente la ritiro per portarla a casa. Già nel viaggio di ritorno mi sorprende positivamente. Inizia così la nostra storia.
Dopo quasi due anni e ahimè pochi km causa Covid, ogni km che faccio al volante mi regala un enorme sorriso, il motore non sarà potentissimo ma su un’auto che ha un peso di poco superiore ai 1000 kg sento ogni cavallo vapore e non è una cosa affatto scontata.
Nel mentre sono arrivate anche le modifiche, il progetto è ancora lontano dall’essere concluso ma vi basti sapere che non è più originale. La prima parte di questa storia si conclude qui, nei prossimi mesi seguiranno sviluppi.

Lascia un commento