Ferrari – Bene ma non benissimo

La stagione di Formula 1 2022 è giunta ad 1/3 con 7 appuntamenti già disputati sui 22 previsti dal calendario (sarebbero stati 23 ma la Russia è stata rimossa, sappiamo tutti perché). Quindi, ho scelto di prendere in mano la mia penna virtuale e scrivere i miei pensieri sulla F1-75 e sulla Scuderia. Buona lettura.

Come mai ho atteso così tanto, vi starete chiedendo. C’è un motivo, nutrivo e nutro ottime aspettative sulla Ferrari quest’anno ma allo stesso tempo non sono uno che si lascia prendere da fantasie e facili entusiasmi, 15 anni senza titolo rappresentano ancora una cruda realtà.

Ferrari F1-75: un’ottima base

Iniziamo dai lati positivi che ho notato nella vettura dopo queste prime gare.

Primo su tutti il progetto, questa macchina è frutto di due anni di lavoro dietro le quinte da parte degli uomini di Maranello. I risultati di tutto questo sono stati evidenti a partire dai test, anche se, come ci diciamo sempre, questi hanno poco valore.

Quest’anno questa affermazione è quanto di più sbagliato, naturalmente è dovuto al cambio regolamentare ma è indubbio che si è potuto vedere una grande differenza di idee tra le 10 squadre presenti al campionato.

Ferrari aveva poco convinto gli addetti ai lavori (non me) per idee distanti dagli altri competitor (schema sospensivo e pance alte, oltre ad un muso estremamente sexy ed allo stesso tempo funzionale) idee che in realtà sono state ben ponderate da tutti i membri della squadra, che hanno dato il massimo per creare un’auto che è la perfetta compagna per lo 066/7 meglio conosciuto come “Superfast” ovvero il suo motore.

Altro lato estremamente positivo che personalmente mi ha sorpreso è l’ottima correlazione galleria del vento-simulatore-pista. Sulle prime due ci sono pochi dubbi, il progetto di Renzo Piano è stato la casa di molte monoposto vincenti, è ancora presto per definire questa tale, ma la speranza c’è! Il simulatore è anch’esso una vera gemma.

I due come qui sopra scritto, funzionano ed hanno funzionato, anche se a corrente alternata. Il vero problema è sempre stato poi tradurre tutto questo in prestazione su pista. Ebbene, la F1-75 sembra fare il contrario delle sue sorelle maggiori, con aggiornamenti che funzionano e prestazione che si trova quasi subito su qualunque tipologia di circuito.

Ultimo aspetto ma non per importanza, la velocità sul giro secco. Le 5 pole su 7 gare di Leclerc sono lì a testimoniarlo. Certo, incide anche il talento del Monegasco, per il sottoscritto il miglior qualificatore di questa stagione e molto vicino ad Hamilton complessivamente, in questo ambito.

Scuderia, amante dell’incompiuto

Passiamo ora ai lati negativi, personalmente pochi. Tra questi il più importante è la mancanza di capacità nel tradurre le Pole in vittorie. Su questo aspetto Red Bull è ancora (per me) superiore.

Barcellona a parte, Ferrari ha espresso raramente un dominio in gara. Melbourne forse è stata la prova più limpida di cosa è in grado di fare la squadra italiana. La vittoria in Bahrain è arrivata si, ma senza il guasto di Verstappen per me si sarebbe in realtà tradotta in un secondo posto.

Discorso strategia, il vero argomento spinoso. Monaco ha dimostrato le lacune che il team ha nel gestire il vertice, sicuramente perché è da troppo tempo lontano dal palcoscenico che conta con un’auto davvero capace di lottare con l’avversario.

Si lavorerà per migliorare e vedremo i risultati nei prossimi GP. Sta di fatto che se i segnali non saranno positivi e si vuole lottare per il titolo avendo, per questa stagione, un mezzo davvero all’altezza bisognerà decisamente cambiare passo, altrimenti il buio è destinato purtroppo a continuare.

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora