Ferrari | Veloce ma fragile

E’ difficile esprimere a parole quanto ho assistito ieri prima al giro 9 poi al giro 20. Due problemi diversi che hanno portato allo stesso risultato, un ritiro, che allontana la rossa nel mondiale.

75 potenziali punti sono stati persi nelle ultime tre gare, prima per un problema legato all’affidabilità (Barcellona) poi si è raccolto la metà di quanto seminato per un’errata scelta strategica (Monaco) ed infine ieri si è stati ancora vittime dell’affidabilità, su entrambe le macchine.

L’affidabilità, quella che si era evidenziata come un punto forte nelle prime gare, 2 vittorie su 3 GP sembravano dar man forte a questa idea. Ma che nel proseguo del campionato è andata pian piano a sgretolarsi e sappiamo quanto conti questo aspetto se si vuole puntare alla vittoria di un titolo iridato.

La scelta della Ferrari di far debuttare la nuova Power Unit a Miami non sembrava sbagliata se si guarda al percorso di sviluppo della stessa, iniziato ben prima degli avversari e fatto di passi giusti. Con il senno di poi sarebbe forse stato meglio aspettare fino all’ultimo (Settembre) così da essere certi di aver pochi problemi ma nelle corse non funziona così.

Il vero dato che deve far preoccupare non riguarda la Scuderia singolarmente ma bensì i motorizzati Ferrari. 4 Power Unit su 6 hanno accusato cedimenti, tutti diversi si, ma come sopra il risultato è stato purtroppo il medesimo.

Cercando di essere lucidi si potrebbe analizzare questa debacle motoristica come uno strenuo tentativo di raggiungere la concorrenza e, al sabato solamente, superarla. Quella concorrenza che ha un progetto sviluppato da anni e che lo scorso anno ha lottato sino all’ultima gara con chi ha dominato l’ultima era della Formula 1.

Il fatto di voler guardare al passato non è una giustificazione rispetto a quanto accaduto nelle ultime tappe iridate ma al contrario è utile a rendere merito a Ferrari per quanto fatto in questi due anni di sviluppo che hanno portato alla nascita della F1-75.

Se si pone il pensiero sovra scritto come base, si riesce a fornire il giusto risalto alle parole di Binotto alla BBC ovvero quel : “L’obiettivo è tornare ad essere competitivi” a cui molti hanno dato contro, leggendole come l’ennesimo segnale di resa alle armi.

La Ferrari non si è arresa e non si arrenderà, ha solamente iniziato un nuovo capitolo della propria gloriosa storia con un gruppo il cui obiettivo è si tornare a vincere ma che allo stesso tempo consapevole che per poterlo fare serve tempo e che il tempo porta con sé anche i fallimenti che sono da accettare guardando al futuro con speranza perché ancora nulla è perduto e nelle corse più che mai tutto può ancora succedere.

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