Ecco la mia prima auto sportiva – Suzuki Swift Sport ZC32S [Parte 2]

Benritrovati su queste pagine, dopo aver scritto di Luca Salvadori mi sono preso del tempo per pensare a cosa pubblicare di nuovo in questo mio angolo personale. Ebbene ho pensato fosse arrivato il tempo di continuare a raccontarvi la storia della mia piccola Suzuki dato che ne è passato di tempo da quella parte 1 scritta nel dicembre 2021.

Sono passati quasi 3 anni e ho percorso svariate migliaia di chilometri, che mi hanno permesso di approfondire la conoscienza con la sportiva di Hamamatsu. Naturalmente sapete che le mie macchine non sono mai originali. Trovo il fatto di lasciarle stock un tarpare loro le ali, le auto ci permettono di manifestare la nostra creatività ed i nostri gusti.

Come ho voluto impostare la mia elaborazione: in generale sono uno che non punta sull’estetica ma sull’efficienza e sul piacere di guida, quindi niente bodykit o alettoni che la renderebbero visibile ed anche “antiestetica”, la Sport monta già una spoiler di serie, inutile quindi aggiungerne un altro in carbonio, come peraltro ho visto e vedo sui social.

L’estetica è stata comunque toccata dove serve, un treno di gomme nuove in abbinamento ad un set di cerchi SanremoCorse da 17 pollici con finitura antracite. Cerchi da specialisti, i medesimi che vengono utilizzati sulle Swift R1 che partecipano al campionato italiano Rally.

Sottopelle ma legato all’aspetto estetico, il mio feticcio personale, ovvero l’assetto. Il primo elemento che vado a modificare, perché una macchina ti deve trasmettere il suo comportamento tra le mani e sul tuo fondoschiena e ciò che te lo permette sono le sue verticali. Per questo aspetto ho fatto una ricerca spasmodica, ammetto che l’obiettivo principale è stato un Ohlins Road & Track ed il sogno erotico Endless Zeal Function X in configurazione soft. Entrambi assetti a ghiera da pista che però possono essere tarati per la strada.

Ho deciso che utilizzandola specialmente su strada un assetto fisso fosse stato ideale, ho così optato per l’accoppiata Bilstein B8 (offroad ovvero tarati da pista) come ammortizzatori e molle Eibach Pro-Kit progressive. Il comportamento rispetto alle tarature stock è cambiato totalmente, ora è rigida ma prende le buche e i dossi anche meglio dell’originale, la progressività delle molle gioca un ruolo fondamentale. Il compromesso tra un’auto sincera tra le curve e bassa quanto basta sul davanti (dato che è una trazione anteriore) è stato così raggiunto.

A livello di motore non è stato fatto nulla se non il montaggio di un filtro a pannello BMC nella sua scatola filtro, un modo conveniente per far respirare meglio il 1.6 16 valvole quando si va al limite. Ci sarebbe l’opportunità di aprire il blocco e di portarlo a 1.9 cc ma così diventerebbe troppo focalizzata sulla pista anche se ammetto di averci pensato più di una volta.

Naturalmente essendo un’auto aspirata il sound è un elemento indispensabile nell’esperienza di guida. Da originale si poteva udire chiaramente il suono del motore, appagante se la si sta guidando ma ahimé troppo silenziosa fuori. Ho quindi pensato a come farla cantare un po’ di più e sono intervenuto a step. Il primo passo è stato montare un centrale da corsa, il suono è cambiato ma è restato civile dato che il motore aveva ancora un ruolo importante.

Non contento ho valutato l’idea di cambiare il terminale, mantenendo rigorosamente le sue due uscite, caratteristica tipica del modello. Volevo un qualcosa che le desse un pizzico in più di voce ma non troppo. Anche su questo elemento ho fatto ricerche lunghe e complesse, giungendo alla scelta definitiva ovvero un terminale sportivo della Monster Sport azienda giapponese, considerata il tuner ufficale di Suzuki.

L’accoppiata centrale-terminale la fa sentire anche se mantiene la sua doppia anima: civile a basse andature ed incazzata quando il motore sale di giri. Ricercavo proprio questo e sono contento di averlo raggiunto. Vi sono scarichi più rumorosi ma sono convinto che il troppo stroppi e quindi nella continua ricerca del perfetto bilanciamento bisogna dosare rumore e prestazione. Ci sarebbe il passo finale vale a dire collettori 4-2-1 diretti ma anche qui vale il discorso dell’intervento al motore, diventerebbe invivibile su strada.

Il risultato finale (per il momento) appaga la vista ed i sensi al volante ma cosa più importante mi strappa un sorriso gigantesco ogni volta che l’accendo da fredda o che ingrano le marce. Se una macchina vi regala emozioni fidatevi, è quella giusta.

Di seguito vi lascio un video delle due diverse configurazioni di scarico in modo che possiate apprezzare il cambiamento di tonalità:

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