Monza Dolceamara.

Doveva giungere prima o poi un fine settimana spartiacque per la Ferrari e per il suo campionato 2019 e per fortuna o sfortuna (dipende da che lato si vuol guardare la medaglia) è arrivato nel gran premio più importante della stagione : Monza.

La Ferrari, nella settimana dove è stata il fulcro di tutte le attenzioni, sia mediatiche che dei tifosi, ha adempiuto al suo compito, azzeccando la strategia per il pit-stop optando per la mescola più dura e non commettendo errori, riuscendo a stare davanti alla Mercedes.

Un plauso alla squadra va fatto, poiché è riuscita a dare il massimo nel momento di maggiore pressione, dopo esser stata vessata per 13 gran premi di non essere a livello di chi sta al comando questo mondiale.

Passando ai piloti la situazione è il titolo di questo pezzo : una situazione “Dolceamara”. Da un lato (quello dolce) abbiamo un ragazzo di 21 anni che ha tenuto fede a quanto dichiarato alla presentazione della SF90 a febbraio: “prendo l’approdo in Ferrari come un’opportunità”. Non sa cosa significhi la parola pressione ed una volta indossato il casco riesce ad entrare in una trance-agonistica degna dei più grandi campioni di questo sport.

Inoltre ha fatto breccia nel cuore del tifo rosso grazie alla faccia ed ai modi puliti oltre che per il suo talento cristallino.

L’amaro proviene dall’altra parte del box, dove vi è un quattro volte campione del mondo in un evidente stato di difficoltà. Si è visto togliere i gradi di capitano prima nel cuore del tifo e poi in seno alla squadra pur restando, almeno per il momento, prima guida.

Non gode del pieno appoggio della squadra e ciò lo pone ulteriormente sotto pressione inducendolo, da un anno ormai, ad errori gratuiti che ne compromettono si risultati ma soprattutto la credibilità.

Charles è stato fantastico per tutto il weekend, in qualifica è stato astuto ed anche un po’ egoista (di quell’ egoismo sano, senza secondi fini) riuscendo a mettersi in pole position.

Egoismo che gli è stato perdonato (citando il team radio di Mattia Binotto a fine gara) grazie alla meravigliosa vittoria ottenuta nel Gp di casa per la Scuderia.

Sebastian, al contrario ha dimostrato la vera velocità solamente in qualifica, dove personalmente avrebbe meritato la Pole – essendo giunto a 150 millesimi da Leclerc senza l’utilizzo di scie – (fondamentali a Monza).

In gara sembrava essere partito col piede giusto, evitando il pasticcio con Hulkenberg, per poi invece scivolare, per l’ennesima volta, in uno dei suoi errori con l’aggravante del rientro in pista folle. Termina, fuori dalla zona punti, una gara incolore che è la perfetta rappresentazione di ciò che è, in termini di pilotaggio, in questo momento.

Nota a margine per il pubblico, più numeroso rispetto allo scorso anno, ero presente il venerdì, che è la perfetta testimonianza di ciò che rappresenta l’ “Effetto Leclerc” e che ha reso questo weekend il più bello dell’anno. Pubblico che è stato l’arma in più per Charles nella bellissima difesa nei confronti delle Mercedes che ha permesso a Monza di tingersi, dopo nove anni, nuovamente del suo colore : il Rosso.

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