Ancor prima del Salone di Ginevra 2020 si parlava di una versione GTA della nuova Giulia. Sin dal debutto del modello avvenuto nel 2016 ed ovviamente, come tutte le vetture legate a questa importantissima sigla, la si immaginava sportiva, molto sportiva, la versione che avrebbe dato lo slancio al marchio per il ritorno alle corse.
Questo era quello che avevano un po’ tutti gli appassionati del marchio e dell’automobilismo in testa, me compreso. Ieri quando mi sono collegato al sito nutrivo una speranza genuina di vedere da lì a poco tutto questo.
L’inizio è stato promettente con i vecchi filmati della GTA e della GTAm, quelle vere, che hanno fatto incetta di trofei dalla metà degli anni ’60 fino all’inizio del decennio successivo sui campi di gara d’Europa e degli Stati Uniti. Quando l’hanno svelata non mi ha lasciato quel brivido che mi sarei tanto aspettato.
La macchina è prestazionale e questo è evidente. Esteticamente il kit con i parafanghi larghi non mi attira particolarmente. Lo scarico in titanio carino ma era già stato prodotto dalla medesima casa che ha collaborato a questo progetto. Gli interventi motoristici hanno incrementato la potenza di soli 30 cavalli, con una mappa seria su una normale QV si superano di slancio i cavalli che la GTA dichiara di avere.
La versione GTAm dove la M sta per modificata me l’aspettavo sinceramente molto più racing, più adatta alla pista che alla strada invece sono stati aggiunti due sedili a guscio un roll-bar al posto dei sedili posteriori ed una serie di gadget per i clienti che l’acquisteranno come: tuta e casco personalizzati ed un telo per coprirla in garage.
Se non avessero aggiunto questi ultimi particolari avrei potuto iniziare a crederci ma abbiniamoli tranquillamente al fatto che si tratta di una versione numerata 500 esemplari sia per la GTA che per la GTAm ed ecco a voi una splendida operazione di puro marketing.
Tutto questo è scontato, fa parte del cambiamento che il marchio Alfa ha attraversato e sta attraversando da quando a prendere il comando è stato il compianto Sergio Marchionne. Ma la vera domanda è perché far così tanto leva sulla storia se ciò che si realizza è una versione un po’ più potente e sportiva della normale QV?
Temo che la risposta ce la daranno i facoltosi che le acquisteranno e non i tempi sul giro nei circuiti più importanti del mondo (record al Ring a parte) battagliando e battendo la concorrenza come avrei tanto voluto.

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