21 marzo per i meteorologi oggi è l’equinozio di primavera, per me questa giornata è legata da sempre ad una sola persona : Ayrton Senna
Scrivere di lui per me non è assolutamente facile, e dire che questa giornata l’attendo da tanto tempo. 60 anni, un traguardo importante, gli avresti festeggiati nella tua Angra Dos Reis assieme alla tua famiglia in un’atmosfera totalmente privata.
Immaginarti con i capelli e la barba bianchi… Non lo nascondo l’ho fatto tante volte. Pensare ad un Ayrton dopo il 1994. La fantasia ti fa scoprire ciò che apparentemente risulta impossibile.
Quella stessa fantasia che permette di vedere quello che avresti fatto assieme a Bruninho (Bruno Senna) soprattutto il tuo contributo per la sua carriera agonistica, ma questa è un’altra storia (cit.). Ci sono tante cose che restano sospese ma questa giornata riporta alla luce Ayrton.
Lo fa in un’epoca dove non c’è spazio per la storia ma soltanto per il futuro. Ci si dimentica di sensazioni che dovrebbero essere alla base del vivere umano come le emozioni ma che preferiscono essere celate in quanto segnale di debolezza.
Le emozioni sono difficili da trascrivere già di per sé, perché queste non si possono trasmettere, lo diventano ancor di più quando la persona che te le fa provare è parte di te.
Ayrton arriva in una dimensione alla quale è difficile accedere. Chi sta leggendo queste righe può pensare che io sia impazzito, credo che per comprendere l’ “effetto Senna” su di me basti vedere i segnali che manifesta il mio corpo : i miei occhi quando ne parlo diventano lucidi e la voce cambia tono.
Se sono diventato ciò che sono è soprattutto grazie a te, Beco! La forza silenziosa che è da più di 20 anni dentro di me. Una forza basata prima di tutto sull’umanità e poi sui gesti del correre.
Oggi compi 60 anni, perché non si muore se si vive nel cuore di chi resta.
Auguri 🇧🇷

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