Ante F1 01 | Bernd Rosemeyer – Der Nebel Meister

Inizio questa nuova rubrica dedicata all’automobilismo sportivo pre-mondiale di Formula 1 per parlare di quei “pionieri” che hanno poi permesso a partire dal 1950 di dar vita al Mondiale di Formula 1 così come lo conosciamo oggi.

Premessa : Il campionato mondiale esisteva già veniva chiamato Formula Grand Prix e ha visto impegnati numerosi piloti di talento e le scuderie di maggior prestigio dell’epoca, alcune sono dei marchi automobilistici odierni.

Entriamo nel vivo della storia di nostro interesse, il pilota di cui vi voglio parlare è Bernd Rosemeyer come potete intuire dal titolo.

Inizio con una veloce biografia : Non si hanno notizie sulla sua infanzia ed adolescenza, se non che è nato a Lingen il 14 ottobre 1909.

La sua carriera nel mondo dei motori ha inizio da prima con le motociclette, dal 1931 al 1934. Ottiene ottimi piazzamenti, tra cui numerosi primi posti, correndo con le case più prestigiose dell’epoca tra cui Zundapp, BMW e NSU.

L’approdo alle monoposto con l’ Auto Union

Il debutto di Rosemeyer con le vetture da competizione avviene nel 1934 quando la casa automobilistica Auto Union (oggi conosciuta come Audi) decise di organizzare un test volto a scoprire nuovi talenti da ingaggiare nel team. Bernd passò alla grande le selezioni assicurandosì così il posto in squadra per la stagione 1935.

L’inizio nella Formula Grand Prix fu subito positivo, conquistando un ottimo secondo posto nel suo secondo GP – quello dell’Eifel al Nurburgring – dietro ad un altro grande campione dell’epoca Rudolf Caracciola (di cui parlerò prossimamente).

La prima vittoria di Rosemeyer fu in quella stessa stagione sul tracciato cieco di Brno. Nota curiosa relativa a quella gara: ha modo di conoscere l’aviatrice Ellie Beinhorn che sposa l’anno seguente.

La stagione 1936 lo vede trionfare nella Formula Grand Prix vincendo i GP di Svizzera, Germania ed Italia a bordo della sua Auto Union Type C. Inoltre disputò delle corse in salita, particolarmente prestigiose all’epoca in Germania, come Friburgo e Felberg laureandosi campione tedesco della montagna.

L’anno seguente, il 1937 è ancora in forze alla Auto Union ma la stagione è difficile perché le Mercedes oltre ad avere un grande team sono superiori a tutti. Ciò nonostante ottenne la vittoria all’Eifel e riuscì ad aggiudicarsi la prestigiosa Coppa Vanderbilt che si disputava a New York. Altri successi significativi di quell’anno : Pescara (Coppa Acerbo) e Donington Park.

1936 Coppa Acerbo, Pescara : Bernd Rosemeyer, Auto Union Type C #50, Auto  Union AG, Winner. (ph: © Heritage Images) | Auto da corsa, Coppie, Tazo
Bernd Rosemeyer sulla sua Auto Union Type C durante la Coppa Acerbo 1936

Morire per essere il più veloce

Entriamo nella stagione 1938 una stagione che ha inizio prestissimo, infatti le due case tedesche di maggior prestigio – Auto Union e Mercedes – hanno come obiettivo quello di stabilire nuovi primati di velocità su strade pubbliche.

Il giorno fatidico è il 28 gennaio fino a quel giorno il record di velocità è nelle mani del protagonista della nostra storia e della sua Auto Union. Infatti nel 1937 era stato il primo uomo al mondo a superare i 400 km/h. Ottenendo ben 3 record di velocità.

Mercedes non ci stava e allora decise di portare sul tratto di strada che conduceva da Francoforte a Darmstad la nuova W125 dotata di un V12 con compressore volumetrico capace di sviluppare una potenza di 725 cavalli.

Da notare che il record di Rosemeyer fu ottenuto con strada chiusa solo in un senso di marcia, di conseguenza raggiunse quelle velocità in mezzo al traffico (una cosa da pazzi). Per ovviare a questo pericolo le due case trovarono un Gentleman Agreenent pagando a metà la somma per la chiusura completa della strada.

Il primo a tentare il record fu Rudolf Caracciola su Mercedes che ottenne la velocità record di 432 km/h. Primato ancora imbattuto oggi su strade pubbliche. Il record è comunque stato battuto quasi 80 anni dopo da Koenigsegg (447 km/h).

Bernd nel suo tentativo raggiunse una velocità prossima ai 430 km/h. Parlando al suo meccanico decise che si sarebbe recato verso sud per ritentare il record, aveva raggiunto i 433 km/h, quando, a causa dell’enorme effetto suolo prodotto dalle minigonne laterali della sua Auto Union e complice una folata di vento, non riuscì a controllare l’auto finendo fuoristrada e morendo sul colpo.

Le tracce delle gomme stabilirono che Rosemeyer tentò di non uscire di strada sterzando a sinistra, ma a causa della folle velocità la vettura colpì prima l’erba e poi un masso in pietra cappottandosi due volte.

Da quel momento Auto Union non tentò più i record di velocità forse consapevole che dopo aver perso il proprio pilota di punta continuare sarebbe stato inutile.

Bernd non conosceva letteralmente la paura. Non ho mai pensato che per lui ci fosse una lunga vita.

Rudolf Caracciola

Quello che resta a noi è il ricordo di uno dei più grandi talenti automobilistici tedeschi, da molti considerato al pari prima di Caracciola e poi di Michael Schumacher. Da tutti conosciuto come Der Nebel Meister (il maestro della nebbia) – soprannome datogli dopo la vittoria nel Gp dell’Eifel 1936.

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